(15/04/2013) E pensare che decisi di imparare a suonare la chitarra affascinato dai dischi di Toquinho. Dopo scoprii tanti altri Maestri. Ma Antonio Pecci, conosciuto ai tanti come Toquinho ha rappresentato un tassello importante della mia formazione chitarristica e canora. Negli anni ho consumato i sui dischi e dvd.

Da un po’ di tempo grazie alla collaborazione con l’amico e poeta Sergio Iodice, suo paroliere italiano, ho iniziato ad incrociarlo ma mai come ieri.

Ci siamo conosciuti nella mia Napoli. Appena gli ho dichiarato il mio amore per la sua musica mi ha chiesto di vedere la mano per capire che tipo di chitarrista ero. Ha notato le unghia della mano destra più lunghe (tecnica classica). Ha esclamato: “Ok sei un buon chitarrista” con il sorriso che solo i brasiliani e i napoletani hanno. Concerto al plebiscito e cena fino all’una in uno di quei ristoranti sul mare.

E’ stato un momento magico, paragonabile solo all’incontro con Lucio Dalla. Anche in quell’occasione eravamo in riva al mare. Abbiamo parlato a lungo dell’affinità della musica brasiliana e quella napoletana. Tornando in albergo ci canticchiavamo a vicenda motivi antichi e poco noti per cercare melodie distanti per la terra ma vicine per la melodia.

Ci siamo salutati con un abbraccio e la promessa che sarei andato a trovarlo a San Paolo…Chissà ?! Magari il sogno continua…