Oggi ho partecipato alla super presentazione del primo album dei Roberto Ormanni Quartet, dal titolo “Quello che non siamo”, in una Feltrinelli strapiena. Nonostante i suoi poco più che 20 anni Roberto ha una lunga storia di passione ed esperienze trasversali. L’ho conosciuto circa 6 anni fa, è stato uno dei primi ad aver apprezzato i miei dischi. Non lo dimenticherò. Roberto scrive, non solo le sue canzoni, è anche un attore. Potrei elencare una lunga serie di cose fatte insieme e ricordi. Ma la cosa che mi ha colpito di più è la luce, pulita, sana che ha negli occhi. Con lui, alla chitarra, c’era Roberto Tricarico. Ha iniziato a studiare chitarra con me quando aveva appena 8 anni, e di conseguenza io ho iniziato ad insegnare con lui, ero poco più grande, un adolescente. In pratica abbiamo fatto insieme la nostra prima lezione.

Vi consiglio di seguirli, ascoltarli e farvi trascinare dalla loro sincera voglia di sognare. Il video del primo singolo, pubblicato in anteprima su Repubblica, si intitola “Fuori non piove“, si propone come un’istantanea sull’attuale stato dell’arte attraverso una serie di suggestioni e immagini tratte dall’universo pirandelliano.

“Quello che non siamo” è il primo loro EP. Cinque canzoni registrate a Napoli nelle sale del Sanità Music Studio, sotto la produzione esecutiva della Apogeo Records, etichetta discografica sociale, per un mini album che cerca di essere un racconto in presa diretta del mondo contemporaneo. Il lavoro è distribuito da Edel Italy e Claudio Poggi, storico produttore di uno dei dischi più significativi di Pino Daniele “Terra mia”. Sarei banale se augurassi lo stesso successo. Ognuno ha una sua storia, straordinaria e unica, per fortuna. Quindi vi auguro un successo diverso, più bello. Basta solo sognare più forte.

Fanno parte del Quartet anche Marco Norcaro alla batteria e armonica, Enrico Valanzuolo alla tromba e Antonio Barberio al contrabbasso.